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L’amicizia che può affrontare tutto

 

Domenica 24 febbraio. Nella cattedrale di San Paolo, davanti a 50mila persone e al cardinale Odilo Scherer, Cleuza e Marcos Zerbini affidano il movimento dei Senza Terra «nelle mani di don Carrón, perché incontrando Comunione e Liberazione abbiamo incontrato tutto quello che avevamo bisogno di incontrare». Cronaca di un avvenimento commovente che per Cl ha segnato una svolta. Non solo in Sudamerica

di Vando Valentini


Domenica 24 febbraio la pioggia non ha impedito che i giovani studenti universitari e gli appartenenti al Movimento Senza Terra affollassero la piazza della Cattedrale. Secondo Cleuza e Marcos Zerbini, i leader del Movimento, «l’obiettivo dell’evento era incontrare il nostro pastore, affinché tutto questo popolo riconoscesse che il nostro movimento vuole servire la Chiesa secondo il carisma di Comunione e Liberazione». Pioveva a dirotto. Così, alle quattro, gli organizzatori hanno chiesto che la gente potesse entrare nella Cattedrale. Molti sono dovuti tornare a casa affrontando il diluvio, dato che la chiesa non poteva contenere tutti. L’evento, quindi, è proseguito all’interno.
Il cardinale Odilo Scherer ha aperto l’incontro dicendo: «È bello vedere la Cattedrale piena di giovani. Sono felice di vedere che tanti giovani e tante persone che cercano un pezzo di terra su cui abitare possano essere aiutati avendo come punto di riferimento Comunione e Liberazione unitamente alla Chiesa di San Paolo. Spero che il vostro lavoro possa raggiungere tanti giovani per dar loro la possibilità di studiare all’università e anche di conoscere la Chiesa. Forse Dio ha mandato questa pioggia battente perché qualcuno di voi potesse entrare in chiesa e sentisse di essere nella Chiesa. Per questo, come Arcivescovo di San Paolo, li devo ricevere e incoraggiare affinché si sentano parte della Chiesa che vuole accompagnarli, perché abbiano un futuro positivo e pieno di speranza. La vostra presenza in questo luogo e il lavoro del vostro movimento è un segno del fatto che “Dio abita in questa città”, come recita il motto delle celebrazioni per i cento anni della nostra Arcidiocesi».
Poi Cleuza e Marcos Zerbini hanno preso la parola, ringraziando il Cardinale e la presenza di Julián Carrón, guida di Comunione e Liberazione. Cleuza ha detto che «la pioggia caduta oggi rappresenta le lacrime di 20 anni di lotta per la costruzione delle case e di tutto il nostro movimento. Questo è il momento più importante della nostra storia. Carrón anni fa, quando incontrò don Giussani, consegnò il suo movimento nelle mani di don Giussani. Oggi noi del movimento Senza Terra di San Paolo desideriamo consegnare il nostro movimento nelle sue mani, perché, incontrando Comunione e Liberazione, abbiamo incontrato tutto quello che avevamo bisogno di incontrare».
Don Carrón ha chiuso l’evento con queste parole: «Mi sento piccolo e indegno di ascoltare Cleuza mentre affida il suo movimento al nostro. Ma non ho timori, perché Colui che ha iniziato tra noi un’opera buona la porterà a compimento. Siamo figli di don Giussani. E posso dire che non mi sono sbagliato, perché la mia vita è diventata più intensa, più gioiosa e piena di motivazioni. Per questo sono felice di condividere con voi questa esperienza. Vogliamo costruire insieme con voi un’amicizia che possa affrontare qualsiasi cosa: la paura e la tristezza, le lotte e la sofferenza, ma anche le gioie. Non abbiamo paura di nulla poiché Cristo è con noi! Cristo è con noi non come un sentimento o un’idea, ma come un fatto che rende la vita ogni volta più bella... A presto, amici!».



...di fronte all'imponenza di questo fatto possiamo solo essere grati per la presenza di questi testimoni.
Augusto

Pubblicato il 20/3/2008 alle 9.38 nella rubrica Diario.

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