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INCIPIT 2006
 


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Comunione e Liberazione Universitari
di Cassino

Siamo un gruppo di studenti universitari mossi dal desiderio di condividere un'amicizia e un'esperienza di vita universitaria più umana.
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Guarda gli incontri del Meeting 2006

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SensoReligioso.it :: I documenti di Mons. Luigi Giussani











22 agosto 4589


28 ottobre 2006

[ Incipit 2006 ] Un'avvenimento che cambia la vita. La testimonianza di Danilo

Sono Danilo, studio Ing. Delle Telecomunicazioni e sto per iniziare il secondo anno.

Prima di venire a Cassino studiavo Ing. Informatica a Roma alla “Sapienza” ed è stata un’esperienza molto negativa; sia perché a Roma non avevo voglia di studiare sia per come è “strutturata” l’Università. Non avevo voglia di studiare perché mi sono “lasciato prendere dalla città”, che come saprete è piena di divertimento e cose che ti allontanano dallo studio e queste, usate male, vissute male, sono molto negative: tutti i giorni andavo a dormire molto tardi, mai prima delle 3, e la mattina ovviamente mi svegliavo tardi…praticamente dopo pranzo. Anche la compagnia era sbagliata perché mi discostava molto dalla vita universitaria, di uno studente, e anche quando mi mettevo con tutta la buona volontà mi veniva sempre proposto qualcosa di bello da fare…ma che non è mai stato lo studio...anche perché non mi piaceva proprio studiare! Non seguivo assolutamente le lezioni e quando avevo un esame studiavo si e no una settimana per cercare di passarlo. Una volta addirittura non mi sono svegliato la mattina dell’esame per quanto avevo fatto tardi la sera prima. In poche parole non vivevo l’Università. Quelle volte che sono andato all’Università mi sono accorto che i professori ti vedevano unicamente come studente e non ho mai avuto nessun tipo di rapporto  umano con loro. Una che volta volevo parlare con la professoressa di analisi sono andato al suo ricevimento settimanale di un’ora, mi sono messo in fila, dato che c’erano moltissime persone, e dopo un’ora mi sono trovato vicino alla porta, ero li che mi rifacevo il discorso in testa…e ad un tratto è uscita la prof che ci ha avvertito che l’ora di ricevimento era finita, ce ne potevamo anche andare…al che non mi è mai più sfiorata l’idea di andare a parlare con un professore.

Grazie ad un incontro fatto con degli studenti di Cassino mi sono accorto che l’Università non è questo, non è come io la vedevo e vivevo a Roma, non è una cosa staccata dalla vita ma sono la stessa cosa, la mia vita passa attraverso l’Università. Così mi sono trasferito a Cassino, facendo la rinuncia agli studi(non studi) a Roma e mi sono iscritto a TLC. Ora l’Università va abbastanza bene, me la sto cavando…ma perché è stato possibile questo? Perché ho una concezione dello studio e della vita universitaria completamente diversa da prima. Studio tutti i giorni in Facoltà, o in biblioteca o in qualche aula, con i miei amici. Questo per me è di fondamentale importanza: studiare in gruppo, mai da solo, e questo per due motivi: 1) quando hai qualche problema puramente tecnico, riguardo a quello che stai studiando, puoi chiedere consiglio a qualcuno che sta più avanti di te con gli anni; 2) perché studiando con uno a cui piace quello che fa mi viene voglia di studiare con lo stesso gusto e passione.

Prima quando ero a Roma studiavo per fare l’esame, per passarlo e basta, solo per arrivare a laurearmi (era solo questo il fine), invece, ora studio con la consapevolezza che quello che faccio è “per me”, che mi fa crescere e che posso trovarci qualcosa di interessante. Mi piace studiare e  paradossalmente trovare difficoltà in quello che faccio, per esempio già non vedo l’ora di iniziare analisi 3 perché già penso che mi piacerà molto. Analisi 1 e 2 mi sono piaciute moltissimo anche grazie al professore che è molto appassionato e mi ha trasmesso la sua passione con il modo in cui spiega: si vede benissimo che quello che fa lo “completa” quasi, completa la sua umanità, mi sembra che senza quello non potrebbe “vivere”.

La mattina quando mi sveglio non dico: ”Che palle devo andare in Facoltà” ma sono contento di andarci, non vedo l’ora perché so che nella giornata accadrà qualcosa di importante, ma che non è l’eccezionalità, una cosa in particolare che ti accade durante il giorno, ma è il giorno stesso l’eccezionalità: per me è eccezionale il quotidiano e questa è la cosa più importante: rendere eccezionale il quotidiano! Come dice Cesare Pavese ne “Il mestiere di vivere”: “L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perchè vivere è cominciare sempre, ad ogni istante”.

Non dico che questo accade sempre, in ogni giorno e istante, perché essendo uomo capita anche a me di svegliarmi “con la luna storta”. Ma quando mi è successo mi sono accorto che comunque, durante la giornata, accade qualcosa che ti colpisce, che ridesta nel mio cuore quelle domande, quel desiderio di vivere la vita senza farmi scivolare tutto addosso come mi accadeva a Roma. Questo può accadere semplicemente guardando i miei amici, o più semplicemente sentendoli parlare o ascoltando il prof che spiega o incrociando una persona…le modalità sono sempre diverse ma di una cosa sono sicuro: qualcosa mi colpisce sempre! Come dice un mio amico: “uno si deve lasciar provocare da quello che vive”.

“Uomini prima che studenti” perché affrontando lo studio da uomini si può diventare più uomini…potrebbe sembrare un giro di parole ma non è così, perché affrontando lo studio da uomini si può capire più di se stessi, si può crescere: mi sento uomo studiando!

L’Università non è un trampolino di lancio verso il mondo del lavoro, ci si può anche laureare in questo modo (studiando per poi lavorare, per finire prima), pensando così…ma poi cosa vi è venuto a voi? Te come uomo cosa ci hai guadagnato? Ti sei solo distrutto cercando di studiare per prendere  30 all’esame, o quel 18 stracciato così per laurearti! Il vostro cuore cosa ci ha guadagnato? Io penso niente e non voglio che questi 3 4 o 5 anni della mia vita passino così, ma voglio viverli e crescere…diventare uomo attraverso l’Università, attraverso lo studio.

Per farsi provocare da quello che si vive bisogna starci di fronte all’Università cioè non stare tutto il giorno a casa o svegliarsi tardi, ma togliersi le pantofole ed andare a lezione. Questa secondo me è una cosa molto importante sia didatticamente che umanamente. Didatticamente perché senza seguire è molto difficile riuscire a passare l’esame e ad assimilare qualcosa. Umanamente perché così si possono conoscere le persone che seguono con te e anche il prof. In questa università è possibile avere un rapporto umano con i professori ma ovviamente ci vuole anche la volontà personale: i professori non sono soltanto una figura istituzionale che è li per fare lezioni ed esami, ma istaurando un rapporto è possibile che nascano legami veramente eccezionali. Andate a parlare con i  prof, non dovete avere paura, non vi mangiano…quando non vi viene un esercizio andate da loro che sicuramente ve lo sapranno spiegare meglio di chiunque altro; non esitate a fare domande a lezione…”bisogna rompergli le scatole a questi prof!”.

Prima parlavo del fatto che l’Università non è una cosa staccata dalla vita, non è una cosa a parte, da una parte l’Università e dall’altra la vita, ma appunto la vita passa dentro l’Università…ed è per questo che oltre al normale studio, con i miei amici organizziamo varie attività che ci richiedono un certo impegno come i banchetti accoglienza matricole, l’Incipit e il Cineforum…tutte iniziative che potrebbero sembrare staccate dalla Facoltà invece non è così perchè l?università è anche il luogo dove coltivare le proprie passioni. Personalmente mi è piaciuto molto fare i banchetti perché mi piace fare nuove conoscenze ma soprattutto perché voi che arrivate avete bisogno di qualcuno a cui fare domande e con cui confrontarvi perché anche io ho vissuto l’impatto del nuovo mondo universitario e ho trovato qualcuno che ha fatto i banchetti prima di me, che mi ha spiegato le cose che non capivo, che mi ha aiutato ad entrare in questa nuova concezione della vita. Il consiglio che vi do è di vivere questi anni universitari che vi aspettano, viverli veramente e profondamente, così da diventare più uomini, così da scoprire cosa vuole il vostro cuore e ascoltarlo; il cuore è infallibile e se lo si segue non si sbaglia. L’importante però è anche saperlo “ascoltare”, sapere cosa è vero per lui, giudicare col cuore quello che accade. Non passate questi anni come un’agonia, un massacro, fino ad arrivare al giorno della laurea per sentirvi meglio, per dire:”Che bello ho finito, questa palla è finita, ora ho il pezzo di carta e finalmente vado a lavorare!”. Ma appunto chiedete tutto all’università, cercate tutto, prendete…è della nostra vita che si parla, quindi del nostro cuore.

 Danilo

Ancora una testimonianza preziosa...
Augusto




permalink | inviato da il 28/10/2006 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


27 settembre 2006

[ Incipit 2006 ] Donna prima che studentessa. La testimonianza di Ilaria.

Mi è stato chiesto di fare questo incontro cercando di testimoniare con la mia esperienza cosa è significato per me essere "uomini prima che studenti"...non credo di essere in grado di poter dire che mi sento ad un livello tale da poterlo fare...quello che però posso raccontarvi è sicuramente cosa mi ha cambiato il modo di vivere l'università,e lo studio in generale...cioè...l'aver incontrato e seguito qualcuno che invece uomo prima che studente lo è!  In realtà la mia è anche una testimonianza particolare visto che io ho scoperto la mia passione per l'economia ...studiando un'altra cosa,cioè la letteratura... Sembrerà strano ma è così! Finito il liceo senza fatica avevo già in mente in maniera preordinata come dovesse andare il mio futuro...volevo scegliere un'università prestigiosa che mi assicurasse poi un bel nome da mettere sul curriculum in modo da assicurarmi subito l'ingresso nel mondo del lavoro.La mia idea era l'idea comune...cioè..."non vedo l'ora che passi in fretta questo periodo....farà di tutto per fare il più in fretta possibile gli esami in modo da levarmi quest'impiccio ed iniziare  a fare quello che mi piace". Così mi sono iscritta alla Sapienza ad un corso di lettere che si chiamava letteratura musica e spettacolo... perchè la letteratura mi sembrava che mi piacesse...avevo pure già fatto qualcosa a livello di rappresentazioni teatrali...quindi pensavo di facilitarmi la vita presente ed assicurarmi quella futura. 

In realtà l'impatto in facoltà non è stato dei migliori visto che l'università è molto grande e conta molti iscritti....mi trovavo costretta a seguire lezioni in aule da 35 posti...quando il mio corso in realtà ne contava 800 di studenti...non riuscivo per quanto mi sforzassi a lasciarmi appassionare da ciò che dovevo studiare ne dai professori anche perchè avere un rapporto con loro risultava abbastanza utopico visto le condizioni....era come se non mi sentissi proprio accolta da quel luogo,anzi come se dovessi ogni giorno difendermi per tentare di emergere. Però c'era un mio amico molto stretto che in tutto questo mi stava vicino...lui è un dottorando della facoltà di lettere a cassino,un ragazzo molto in gamba e molto preso da ciò che studia.....e lui con le sue telefonate quotidiane mi incalzava con domande che a me sembravano essere assurde riferite all'ambito in cui me le faceva lui...cercava di mettere a tema questioni come la PASSIONE PER CIò CHE SI STUDIA,IL TALENTO,LA FELICITA'...cose che a me che entravo in facoltà molto contrariata la mattina spaventata da ciò che poteva accadermi durante la giornata sembravano belle parole vuote... In realtà lui piano piano mi stava risvegliando un desiderio che il sistema in cui vivevo lo studio tentava di sotterrarmi.  Mi raccontava appassionato dei suoi studi e di come più studiasse e più si sentisse certo che quella era la sua strada.Lo sentivo la mattiva che fremeva dalla voglia di entrare nel suo studio piccolino e iniziare ogni giorno a leggere qualche opera e studiarla ...e per me era assurdo...Soprattutto per una che come me aveva scelto la sapienza per la sua fama era impossibile credere che si potesse essere felici a studiare e perdere tutto quel tempo in un posto così sconosciuto e soprattutto senza essere retribuito,visto che lui non percepiva neanche uno stipendio....giusto saltuariamente.Seguendo lui però iniziando ad incuriosirmi al suo modo di trattare le cose che nonostrente tutti i miei pregiudizi dovevo riconoscere essere diverso mi sono dovuta arrendere al fatto che ci poteva essere anche per me un modo nuovo di trattare ciò che stavo facendo l'università...un modo più corrispondente a ciò che desidero. Mi ha scioccato come lui vivesse il suo studio con una profondità di sguardo diversa e di come stesse in facoltà vivo...perchè consapevole che quello potesse essere per lui un luogo capace di stimolare la propria passione,far emergere il proprio talento per poter essere in grado di dire con certezza "IO". Per lui l'università non era come lo era per me....non era e non poteva essere solo una parentesi della vita...una galleria buia tra il prima che è il liceo ed il dopo che è il mondo del lavoro.Ma è l'occasione privilegiata che ci è data per scoprire davvero ciò per cui si è fatti.....un'occasione privilegiata affinchè uno possa mettere a tema le proprie aspettative e possa addirittura,lasciandosi appassionare da ciò che studia,andare più a fondo della propria umanità.  La cosa ancora più impressionante per me era vedere come in lui il metodo di approccio all'università non fosse diverso dal metodo di approccio alla vita,e che,anzi...più lui studiava e più si appasionava ai suoi studi e più si appassionava alla vita. Rendersi conto di avere una persona così di fronte che vive come tu senti che vorresti fare anche tu non può non colpirti e farti fare un passo...E' come se lui mi avesse fatto capire che si vive per la felicità ed ognuno è chiamato a scoprirne la strada attraverso un cammino...e per uno studente questo cammino passa attraverso l'università...visto che siamo chiamati a fare questo.


Così mi sono dovuta domandare perchè io non avevo saputo fare come lui,cioè perchè all'inizio prima di scegliere l'università non avevo saputo riconoscere e seguire quell'inizio di corrispondenza  che avevo presentito seguendo una lezione di microeconomia con dei miei amici che frequentavano economia. Ma avendo visto come lui viveva il suo compito con lo studio non potevo più accontentarmi di continuare a trattare quella che doveva essere per me fonte di scoperta quotidiana come facevo prima...cioè studiando per superare al più presto l'esame e dimenticando due giorni dopo tutto quello che si era studiato. Così ho deciso di cambiare, lasciare Roma e tornare a Cassino a fare economia...dove tra l'altro pensavo fosse più facile per me vivere l'università in quest'ottica...visto che è un ambiente più piccolo e che il contatto con i professori è immediato. Questo è stato possibile ripeto perchè io ho incontrato un uomo prima che uno studente ed ho capito che nell'università...come nella vita il problema non è essere migliore degli altri ma è riuscire a fare con coscienza ciò che si fa... e questo vuol dire chiedersi costantemente ciò che si fa per che cosa si fa....e che cosa dice al desiderio che si ha. Infatti ora io non sono diventata un modello di studentessa...visto che comunque non ho fatto tantissimi esami...ma quelli che ho fatto li ho fatti cercando di mettere a tema quello che vi ho detto...e di fronte al fatto che forse sto capendo davvero qual'è la passione della mia vita...che è fare quello che fa lui....il fatto che ho perso un anno stando a Roma è vanificato completamente. Inoltre vivo la facoltà diversamente...io che a Roma non riuscivo neanche a seguire le lezioni... ora mi pesa perdermene anche una visto che so che posso perdere un'occasione in più per andare a fondo di quello che studio e che scopro piacermi sempre di più.Ho iniziato a studiare in facoltà con i miei amici,ho iniziato a collaborare per le questioni che ruotano intorno all'università... come i banchetti per l'accoglienza delle matricole...le convivenze studio.....proprio perchè l'università non è una parentesi della vita!Ma è ciò che siamo chiamati a fare e a fare bene in questo momento. 



Ciò che mi permetto di consigliarvi è quello che vi ho già detto... di mettere a tema la propria passione, di lasciarsi provocare da ciò che si studia,di tentare un rapporto con i professori che sembrano essere più in grado di stimolare il vostro talento...perchè questo è un metodo che ci si porta nella vita.Perchè è ora che si gioca la vita....non mi posso accontentare di sapere che fra 3 anni quando uscirò da qui farò un lavoro che mi piacerà?uno perchè non so quello che succederà...e due perchè il mio problema è di essere felice ora!Concludo dicendo solo una cosa... che  è una cosa che sto scoprendo ultimamente..ed i miei amici lo sanno perchè la ripeto spesso: che non è desiderabile nella vita fare cose eccezionali... visto che cmq non sempre ce lo possiamo permettere...ma è desiderabile riuscire a trattare in maniera eccezionale la nostra quotidianeità,perchè è il momento che ci è dato per scoprire chi siamo...e questo è possiamo solo facendo ciò che siamo chiamati a fare. Questa secondo me potrebbe essere la vera rivoluzione ed è l'augurio che vi faccio...e che mi faccio.

Ilaria


Continua la rassegna delle testimonianze fatte all'incipit dai nostri amici...esperienze così devono essere conosciute da tutti.
Augusto




permalink | inviato da il 27/9/2006 alle 11:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


26 settembre 2006

[ Incipit2006 ] Vivere intensamente l'università. La testimonianza di Bettina

Ciao, mi chiamo Elisabetta e, quest’anno frequenterò il terzo anno di Lettere.

Quando mi sono iscritta all’università avevo l’idea che l’università fosse come le scuole superiori, ma senza l’obbligo di frequenza.
Non avevo capito nulla!!
Dico questo perché in facoltà ho incontrato persone che mi hanno permesso di accorgermi che l’università non è una parentesi della vita, ma un tempo in cui la vita passa attraverso. Mi rendo conto che detta così questa frase non ha molto senso, quindi vi racconto qualcosa per rendere più chiara questa affermazione.

Tutto è iniziato l’anno scorso con la proposta di un mio amico di dare una mano ai BAM, gli stessi che avete visto in facoltà anche quest’anno. A quel banchetto ho avuto la possibilità di stare a contatto anche con persone del mio corso, con le quali però raramente avevo parlato, perché li consideravo i secchioni della situazione.

Dopo i banchetti, iniziano i corsi.
Inizio a seguire le lezioni con loro, a studiare con loro questo perché non è la stessa cosa studiare da soli o studiare con persone appassionate. Li definisco appassionati perché per loro il punto non è solo andare bene all’esame, ma capire qualcosa di più per loro. Per me questo non esisteva perché ero abituata a studiare per l’esame e basta, ma… Un giorno, mentre preparavamo l’esame di letterature comparate, un mio amico. Adriano, dice :«Ma perché Moupassant doveva scrivere un racconto come l’Horlà?!». Rimango un po’ spiazzata! Decidiamo di parlare con qualcuno che ne sapeva un po’ più di noi e, brevemente, l’Horlà, che tra l’altro significa “fuori di qua”, non è altro che la materializzazione della paura dell’uomo di fronte alla parte di se’ che non conosce e ne è spaventato al punto da crearne un mostro.
Anche io studiando avevo scoperto qualcosa di più di me, quella voglia di andare oltre la paginetta, di capire, di lasciarmi appassionare, in pratica un nuovo modo di studiare, ma, a differenza di Moupassant, io ero contenta.

Da allora non ho più studiato da sola perché è evidente che studiare in due è meglio, ti permette di accorgerti di cose che possono sfuggirti. Inoltre, per me, è un aiuto pratico nel senso che a volte mi capita di perdermi in chiacchiere e qualcuno mi ricorda cosa ci faccio in questo posto.
Oltre allo studio, in compagnia ho iniziato a seguire tutti i corsi, scoprendo che tutto si gioca in quelle ore in aula: è solo lì che hai la possibilità di conoscere, di confrontarti, di un inizio di rapporto con il professore.
Meglio però non vivere nell’illusione che tutto sia un qualcosa di predefinito, perché anche noi abbiamo una responsabilità, non solo nei confronti di noi stessi, ma anche del posto in cui viviamo.
Ad esempio: alcuni rappresentanti degli studenti, qualche anno fa si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato  per metter su un’aula gestita dai rappresentanti ma destinata agli studenti, con postazioni internet, stampanti e tavoli per studiare. Quest’anno alcuni altri rappresentanti decidono di smantellarla perché quasi nessuno vuole occuparsene. Io e altri rappresentanti, ci opponiamo chiedendo loro cosa pensano, ma continuano a farsi scudo del “noi”, negando la ragionevolezza delle  nostre obiezioni –noi volevamo tenerla aperta- dicendo che visto che loro non volevano occuparsene, non dovevamo occuparcene neanche noi perché solo un rappresentante nel CdF si opponeva e noi altri rappresentanti del CdL non avevamo diritto di scelta nonostante la possibilità di aprirla. Non ci siamo fermati, abbiamo fatto altri incontri e…… l’aula studenti è rimasta dov’era e viene aperta ogni giorno.

Nel concludere voglio chiarire un punto che mi sembra molto importante: l’università, questo tempo privilegiato per noi, per la nostra crescita culturale e umana, va vissuto sotto ogni punto di vista, buttandosi in tutto perché tutto si gioca adesso. Non vi verrà data un’altra opportunità. In questo io non sono stata mai da sola, come non sono sola oggi (l’Adriano del racconto è il moderatore di questo incontro). Può essere così anche per voi. È un po’ come se tutto avesse un gusto diverso, non so spiegarvelo bene, ma io la mattina, quando mi sveglio, non dico più, come facevo prima “uffa devo andare all’università!!”, ma… “cosa succedere oggi!”. Questo è fondamentale!
Vi auguro di vivere intensamente questo periodo della vostra vita.

Elisabetta
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Accettando la sfida lanciata da chris voglio proporvi questa testimonianza, convinto che possa essere utile per tutti nell'iniziare l'anno. Uomini prima che studenti è prima di tutto una provocazione rivolta a noi e al nostro modo di stare in università...buona lettura

Augusto




permalink | inviato da il 26/9/2006 alle 9:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


24 settembre 2006

[ Incipit2006 ] Per un’aquila che si sente un pollo. La testimonianza di Claudio

“La vita è quello che accade mentre siamo presi da altri progetti…”

Nel cominciare a raccontarvi la mia esperienza universitaria, ci tenevo a leggervi questa frase (che ho letto nello studio del prof. Masala):

”La vita è quello che accade mentre siamo presi da altri progetti…”.

La scorsa settimana è successo un fatto: si è suicidato un mio amico e compagno di Facoltà, Carmine Bruno. Quello che è successo provoca un grande dolore, io poi l’avevo incontrato il giorno stesso in cui si è suicidato, una grande ferita aperta che lascia delle domande aperte…cioè ti fa chiedere ma “io” che esperienza faccio della vita, che dico rispetto allo studio che faccio…
domande che richiedono una riflessione e un giudizio sulla propria esperienza.
E’ con questo spirito di domanda che voglio iniziare il mio intervento.
Perché non è facile iniziare a parlare della propria esperienza in pubblico eppure un evento così mi spinge ancora di più a farlo.
Io ho iniziato l’università 2 anni fa e scelsi Cassino, per non allontanarmi e per l’amicizia con dei ragazzi. Ma il percorso universitario ti ingloba subito... [continua]

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Riporto qui la parte iniziale della testimonianza che il nostro scienziato motorio, Claudio Marra, ha esposto lo scorso 21 settembre all'Incipit nell'incontro organizzato per la sua facoltà.
Il testo integrale lo trovate sul suo blog. Ottima l'idea di pubblicarla.

chri




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22 agosto 2006

[ INCIPIT 2006 ] Segnaliamo i siti web delle Facoltà e dei Corsi di Laurea afferenti

Sito di Ateneo

http://www.unicas.it/

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Siti di Facoltà e per Corso di Laurea

Economia

Corsi di laurea triennale

Laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese
Laurea in Economia e Commercio

Economia del Sistema Agroalimentare e dell'Ambiente

Economia e Gestione delle Imprese Turistiche

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Giurisprudenza

Corso di Laurea in Scienze Giuridiche

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Ingegneria

Corsi di Laurea I Livello

OFFERTA DIDATTICA

Ingegneria Civile
Ingegneria Elettrica
Ingegneria Meccanica
Ingegneria delle Telecomunicazioni

Sede di Frosinone

Ingegneria dell'Ambiente e del territorio
Ingegneria della Produzione industriale

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Lettere e Filosofia

CORSI DI LAUREA TRIENNALI

Corso di Laurea in Filosofia
Corso di Laurea in Lettere
Corso di Laurea in Lingue e letterature per la comunicazione multimediale
Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione
Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione
Corso di Laurea in Servizio Sociale
Corso di Laurea in Valorizzazione e promozione dei beni culturali nel museo e nel territorio

Sede di Sora

Scienze della Comunicazione

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Scienze Motorie

Piano di Studi Laurea Triennale (Classe 33)




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10 agosto 2006

[ INCIPIT 2006 ] UOMINI PRIMA CHE STUDENTI


21 SETTEMBRE 2006

presso il POLO DIDATTICO della FOLCARA
Cassino (FR)

PROGRAMMA

 9,00
 - Accoglienza matricole.

 11,30  - Incontro collettivo con:
- il Magnifico Rettore, prof. Paolo Vigo;
- il prof. Alessandro Farini, fisico e ricercatore
  presso l'Istituto Nazionale di Ottica Applicata del CNR;
- studenti della Facoltà di Ingegneria Meccanica
  dell'Università degli Studi di Ferrara.

 13,30  - Buffet.

 15,00  - Incontri per Facoltà.

 17,30  - Incontri tecnici per Corso di Laurea con:
- Presidenti dei Corsi di Laurea;
- Manager della Didattica.

 19,30  - Buffet e festa.


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PER ISCRIZIONI E INFO:

329.3360527 (Paolo Pietroluongo)

328.3630277
(Antonio Arciero)
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9 agosto 2006

[ INICIPIT 2006 ] Accoglienza Matricole

Cos'è INCIPIT?

Noi studenti dell’associazione “La Rocca”, in vista dell’inizio dell’anno accademico 2006/2007 proponiamo l’iniziativa INCIPIT (Accoglienza Matricole) in collaborazione con l’Università degli Studi di Cassino e con il C.U.O.R.I. (Centro per l’orientamento universitario). Questa proposta nasce dal desiderio di condividere ogni aspetto della vita universitaria, con la tensione a riconoscere chi siamo in quello che facciamo: uomini alla ricerca del proprio destino.
Il titolo di questa terza edizione è "UOMINI PRIMA CHE STUDENTI".


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La testimonianza di una ex-matricola

Ricordo, era il 28 settembre 2004 quando ebbi il mio primo contatto vitale con il mondo universitario. Si chiamava Open University l’iniziativa di accoglienza delle matricole organizzata a Cassino da ragazzi che vivevano in una maniera particolarmente impegnata l’università.

La manifestazione fu l’occasione di conoscere il rettore dell’ateneo di Cassino, i rappresentati delle facoltà, i professori e alcuni ragazzi universitari concretamente a disposizione per me.

Non conoscevo quasi nessuno, se non alcuni amici che mi avevano invitato in facoltà e la Manager della Didattica di Scienze Motorie che mi aveva suggerito di partecipare.

Mi ricordo che fui colpito soprattutto dagli studenti che avevano messo su l’iniziativa: vidi un modo veramente bello di vivere insieme, incontrai gente che stava più avanti di me nel percorso universitario disposta a mettersi in discussione, a giudicare quello che la realtà suggeriva e desiderosa di condividere la vita in tutti i suoi aspetti, compreso bere il vino insieme.

Ciò è stato importante per me perché ho imparato a prendere sul serio l’università e ho intuito la necessità di una compagnia concreta che mi aiuta nel mio percorso universitario.

[Claudio, studente di Scienze Motorie]



Nelle foto, alcuni momenti
dell'Incipit 2005.
In particolare, dall'alto:

- L'incontro di apertura con le matricole.
- L'intervento del rettore Paolo Vigo.
- Matricole e studenti organizzatori con l'ospite, il regista Pupi Avati.




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